Come raffrescare gli allevamenti e le stalle: impianti di raffrescamento e nebulizzazione ventilata

giugno 06, 2018 3 min lettura

Le calde temperature che accompagnano i mesi estivi possono diventare, in molti casi, un serio disagio per le attività produttive in agricoltura e negli allevamenti.

In particolar modo l'esigenza di raffrescare le stalle, gli allevamenti, i maneggi, gli allevamenti avicoli  con impianti di raffrescamento adiabatico, ventilato e nebulizzato, è senza dubbio prioritaria per evitare danni maggiori.Il caldo, infatti, specie se persistente per settimane come in questi ultimi anni anche in zone d’Italia che in passato lo subivano meno, può compromettere in modo significativo il benessere degli animali.
Nei casi più gravi, come registrato da numerosi episodi di cronaca degli ultimi anni, può causare una moria di esemplari all'interno degli allevamenti non raffrescati, comportando una perdita irrecuperabile.

Anche nell'eventualità meno drastiche, tuttavia il caldo e l’afa, che sempre di più colpiscono molte zone del nostro Paese, compromettono la qualità di vita degli animali negli allevamenti e nelle stalle non raffrescate e non ventilate in modo naturale, riducendone drasticamente la produttività e talvolta la qualità del prodotto.
Inutile sottolineare come anche tali conseguenze si traducano in ingenti perdite economiche per l’allevatore.

Nel “migliore” dei casi molti animali, ospitati in stalle e in allevamenti non raffrescati, mettono in atto d’istinto dei meccanismi per contrastare lo stress provocato dal caldo. Meccanismi che richiedono un notevole dispendio di energia, con conseguente diminuzione della “produttività” ed un considerevole aumento dei costi di mantenimento.

Come si misura l'impatto del caldo sugli animali?


Per valutare l’impatto del caldo sugli esemplari, il valore di stress da esso provocato, si usa l’indice termoigrometrico THI (Temperature Humidity Index) ovvero il rapporto tra temperatura e umidità relativa, misurando così le condizioni microclimatiche dell’allevamento. Con questo indice vengono indicati dei valori soglia oltre i quali vengono messi a rischio, più o meno gravemente, la produttività o la sopravvivenza stessa dell’animale.

Recenti studi hanno segnalato come in molti allevamenti, siti nel nord Italia e privi di alcun impianto di raffrescamento adiabatico e nebulizzazione ventilata, questo valore venga superato per il 40% delle ore in un anno.
I monitoraggi effettuati dalle associazioni di categoria, gli scorsi anni, hanno indicato che nelle stalle, non dotate di impianto di raffrescamento per allevamenti, il caldo ha causato una diminuzione fino al 20% in meno di latte prodotto dalle mucche, decisamente stressate dal troppo caldo.
D’altra parte un singolo esemplare arriva a bere con il caldo fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70/80 in condizioni più confortevoli. In base a questo dato un allevamento medio con 300 bovini arriva a spendere circa 2.200 € d’acqua in più in un mese solo per far fronte allo stess termico.

Scegliere il giusto impianto di raffrescamento per allevamenti "mette al riparo" dai sopracitati rischi l’allevatore e allo stesso tempo garantisce un guadagno in termini economici e di produttività.
La tendenza verso stagioni calde che sempre più si sta concretizzando in Italia indica che la necessità di dotare le stalle, gli allevamenti, i maneggi e gli allevamenti avicoli con impianti di raffrescamento e nebulizzazione ventilata sarà sempre maggiore.

Gli impianti di  raffrescamento per allevamenti e stalle e gli impianti di nebulizzazione ventilata per allevamenti avicoli raffrescano l’aria in modo naturale ed ecologico.


Infatti l'aria viene raffrescata secondo il più antico sistema conosciuto per la climatizzazione degli ambienti, proprio della termodinamica.  Questo processo di trasformazione naturale sfrutta il principio fisico dell’acqua che, evaporando, abbassa la temperatura dell’ambiente circostante.
In pratica avviene uno scambio di energia tra acqua e aria: l’energia necessaria per far evaporare l’acqua viene prelevata dall’aria, che perde parte della sua temperatura.

In parole più semplici viene replicato il principio che crea la brezza fresca nelle vicinanze di cascate o fontane.

Questi sistemi di raffrescamento e climatizzazione naturale ventilata hanno un costo di funzionamento contenuto e per ambienti medio grandi costa meno di 2 € al giorno per i consumi di acqua e corrente elettrica.

Funzionando con il passaggio e il filtraggio d’aria sono ideali per raffrescare ambienti con porte aperte o all'aperto, garantendo una riduzione della temperatura di diversi gradi (fino a -10°).

Questi impianti di raffrescamento e nebulizzazione ventilata per stalle, allevamenti, maneggi e allevamenti avicoli raffrescano gli animali senza creare un ambiente bagnato.




I vantaggi nello scegliere un impianto di raffrescamento per allevamenti, stalle, maneggi ed allevamenti avicoli:



  • Aumenta la produzione e la produttività di latte, carne e uova

  • Riduce lo stress da calore degli animali

  • Estende il periodo di riproduzione e il tasso di crescita

  • L'ambiente risulta più pulito e salubre

  • Elimina le polveri

  • Abbassa il livello degli odori

  • Riduce il consumo di acqua e energia

  • I costi d’installazione sono stimati da 1/8 a 1/2 rispetto a sistemi di condizionamento standard, con gas refrigeranti

  • I costi di esercizio stimati 1/4 rispetto a quelli di un tradizionale sistema ad aria condizionata



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